Mercoledì 28 Dicembre 2016

da Che tu sia per me il coltello

Semplice come il bacio che si dà a un bambino quando viene a mostrarti
una ferita.
Il cuore si spezza al pensiero che si possa guardare così un adulto.

Di David Grossman

 

Mercoledì 21 Dicembre 2016

da Non ti muovere

Sa che sto soffrendo, le dispiace.
Lei non si scansa davanti al dolore, anzi gli va incontro.
Quella sua mano mi conforta.

Lei è alle mie spalle, sontuosa come sempre, lei che riempie i luoghi di se stessa.

Ero colpevole solo in parte, mi ero limitato a lasciarla sola.
In quell'abbandono si annidava la mia assuefazione alla viltà.

Certo siamo due reduci.
Camminiamo accanto a una ferita, dobbiamo stare attenti a dove posiamo le
parole.

Non per noi.
Non siamo amici, ne' lo saremo mai.
Siamo stati amanti prima ancora di conoscerci.
Ci siamo scambiati la carne forsennatamente.
E ora è così strana questa cortesia che è scesa tra noi.

Nessuno saprà mai nulla di quanto ci siamo stretti e frugati, e della vita che è corsa fin qui, fino a questo mio braccio posato sul lenzuolo dove lei è stata e che ora sta perdendo il suo tepore.
Qualcuno raccoglierà i nostri sogni, qualcuno meno imperfetto di noi.
Noi facciamo il lavoro sporco.

Mi sollevo, cerco i suoi occhi. E ora una sua mano si stacca da terra, si avvicina al mio viso e lo carezza.
E quando quella mano fredda come la pietra dov'era posata si ferma sulla mia guancia, io so che la amo.

Di Margaret Mazzantini

 

Mercoledì 14 Dicembre 2016

da Le giovani parole

Ormai è sazio
di ferite e di cielo. Si chiama
uomo. Si chiama donna. E' qui
nel celeste del pianeta-
dice mamma. Dice cane
o aurora.
La parola amore l'ha inventata
intrappolato nel gelo.
Perso. Lontano. Solo. L'ha scritta
con ditate di rosso
in un silenzio caduto giù
dalla neve.

Di Mariangela Gualtieri

 

Mercoledì 7 Dicembre 2016

da Poesie in forma di rosa

Dilagò la nevrosi, attraverso la ferita.
E la morte venne allora dalla vita, dai regni che si estendono oltre la sua
ombra, dove c'è soltanto luce, la stupenda luce del futuro.
Ciò che hai saputo, hai saputo: il resto non lo saprai.
Non lo saprò?
E allora che senso ha avuto una vita che non è altro che passato e con
esso nasce ogni giorno, come un rosaio?

Di Pier Paolo Pasolini